Il mio nome è Emanuele, figlio di Giuseppe, artigiano all'epoca della mia nascita, e di Marisa, casalinga. Sono nato nel 1963, primogenito di quattro maschi.
Quando avevo sei anni, alle nozze di mia cugina Graziella, ho trasformato l'acqua in vino e i NAS hanno arrestato il ristoratore per sofisticazione alimentare
A dodici anni, discutendo con i dottori nella sala del tempio (erano quasi tutti sociologi) ho capito come sarebbe andata a finire, ho lasciato che continuassero a discutere tra loro e ho abbandonato il convegno.
Potevo essere il messia di questo secolo, ma come molti di quelli che mi hanno preceduto ho preferito lasciar perdere.
Perché la verità (e in verità vi dico) è che nessuno di noi ha mai preteso d'essere il figlio di un qualunque dio, ma sempre abbiamo spiegato d'essere figli dell'Uomo.
Perché nessuno di noi ha mai inteso fondare una nuova religione e nemmeno riformare quelle esistenti, perché qualunque confessione una volta perso l'entusiasmo iniziale e la fede sincera delle origini si trasforma dopo pochi secoli nella ripetizione di un vuoto rituale.
Perché alla fine è inutile provare a cambiare il corso degli eventi predicando l'amore e la fratellanza, l'umiltà e la gentilezza, la giustizia e il perdono.
Perché passano i secoli e i millenni e ad ogni ciclo si ripetono gli stessi errori e gli stessi orrori.
Ogni generazione pensa di essere migliore di quelle che l'hanno preceduta e sempre gli anziani si lamentano dei più giovani, dei loro costumi e della loro sventatezza, scordandosi di essere stati giovani anche loro e di aver sentito come loro l'impulso e il desiderio di cambiare il mondo.
E quelle generazioni che l'hanno fatto davvero, che davvero si sono mosse per cambiare il mondo spesso hanno finito per distruggere senza costruire e l'hanno cambiato sì, ma in peggio.
Perché non esistono i profeti, non esiste un Avversario che cospiri contro l'umanità per la sua dannazione, l'umanità basta tranquillamente a sé stessa anche in questo.
Perché non ci sono angeli caduti, non c'è un paradiso perduto e nemmeno ritrovato, non c'è stato un Eden da cui essere scacciati: dalla culla dell'umanità l'umanità ha semplicemente scelto di allontanarsi, disprezzando pure coloro che avevano scelto di restare. Non c'è nessuno a cui dare la colpa.
Certo, esistono esseri senzienti superiori all'uomo – e neppure pochi – per virtù e intelligenza.
La maggior parte non si cura degli uomini né ha per loro alcun interesse.
Alcuni, molto pochi, senza essere dei o angeli hanno invece a cuore le sorti dell'umanità e si prodigano per migliorarle.
Invano.
Perché davvero siete un popolo di dura cervice e nemmeno scaraventarvi addosso l'evidenza serve a farvi deviare da un cammino che porta all'autodistruzione nel giro di pochi decenni ancora.
A che serve vedere chiaramente se nessuno ha interesse ad ascoltare?
Ho allontanato da me l'amaro calice e non lo rimpiango mai, neppure per un momento.
Ognuno deve credere in qualcosa, nella vita.
Io, credo che berrò un'altra birra e più tardi un'altra ancora.
Alla vostra salute e alla pelle dei vostri denti.
